Scuola materna pubblica negata: i figli di alcuni comuni montani abruzzesi non contano?

L’approvazione della legge sulla montagna è stata salutata con entusiasmo da politici, associazioni ed economisti. Si parla di nuove opportunità e di strumenti per sostenere chi vive nelle aree interne montane. Ma la realtà, spesso è molto diversa. Inoltre la legge, per diventare realmente operativa, ha bisogno di decine di decreti attuativi. E il timore è che i tempi si allunghino, come spesso accade, rischiando di far peggiorare una situazione che già oggi non è delle migliori è molto concreta. Si parla molto delle grandi potenzialità di questa norma, spesso con parole altisonanti. Ma pochi sanno che nella montagna abruzzese ci sono “paesi di serie A” e “paesi di serie B”. Pochi sanno che nella montagna Abruzzese il diritto allo studio, pur garantito dalla Costituzione, non è lo stesso per tutti. In Abruzzo pochi sanno che, nei comuni di Scanno, Sante Marie e Bomba, la scuola materna pubblica non esiste. C’è solo la scuola paritaria che per frequentare la quale, è necessario pagare oltre alla tassa di iscrizione anche una retta mensile e i buoni pasto al 100/100.  Infatti le famiglie che abitano in questi paesi e che hanno scelto con coraggio di restarvi, devono pagarsi  di tasca propria rette mensili costose se vogliono mandare i loro figli all’asilo. Una spesa che diventa poi insostenibile per chi ha due o più bambini e deve fare i conti ogni mese con bilanci familiari sempre più fragili per via di tutti gli aumenti che ben conosciamo. Nel 2023 il Consiglio regionale aveva approvato una norma semplice e di buon senso: là dove la scuola pubblica non è presente, la Regione avrebbe coperto  il costo delle rette delle famiglie che sono costrette a pagare in una scuola materna paritaria privata. Un atto di giustizia costituzionale e sociale che viene riconosciuto dopo oltre settant’anni! Non un aiuto o peggio ancora un’elemosina, ma più semplicemente un diritto attraverso il quale la Regione è concretamente intervenuta a favore delle famiglie. Ma nel bilancio 2024-2025, ecco la sorpresa, quella misura non è stata rifinanziata. Si parla complessivamente di meno di 100mila euro. La stessa cifra che la Regione ha speso per una campagna promozionale in Spagna. Briciole poi, se confrontate con altre voci di spesa. Ma decisive per chi non ha alcuna alternativa. Domanda: vale più una cena con prodotti tipici, un dépliant a Madrid o garantire prima il diritto allo studio dei bambini abruzzesi che hanno avuto la sfortuna di essere nati in paesi montani dove la scuola pubblica non esiste? Intanto, mentre la sanità regionale in montagna è prossima al disastro, dal palazzo arrivano parole solenni: “Chi sceglie di vivere in montagna avrà un trattamento speciale”, dice il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri. Quel trattamento speciale, però, i cittadini di queste aree lo conoscono bene  da sempre: significa, sacrifici, rinunce, diritti negati, costi energetici alle stelle e la necessità di arrangiarsi da soli. Ma in che paese viviamo? Un famoso giornalista anni fa scrisse che di fronte a grandi discorsi e proclami altisonanti, la vera domanda di un cittadino resta semplice: “Se davanti casa ho una buca sulla strada che si riempie d’acqua e al passaggio delle macchine sporca il mio portone, chi la deve riparare?” La domanda, banale, oggi è sempre la stessa: perché una famiglia che vive in un paese di montagna deve pagare rette molto pesanti che spesso mettono in crisi lo striminzito bilancio familiare per garantire ai figli di poter frequentare la scuola materna, solo perché lo Stato, la Regione il Comune non offrono quella pubblica? Chi deve garantire, se non le istituzioni, quel diritto Costituzionale che continua a essere negato? Perché un bambino che nasce a Scanno, Sante Marie o Bomba deve valere meno di uno che nasce a Pescara, a Sulmona, a L’Aquila o Pescasseroli? Una domanda che vale sia per la maggioranza che governa l’Abruzzo che per l’opposizione che in questo caso pari sono, ma è proprio così difficile trovare nel bilancio regionale qualche briciola per sanare una situazione inaccettabile che non ha nulla a che vedere con una Regione giusta, civile, democratica e moderna?   SCANNO 24 SETTEMBRE 2025  

F.to EUSTACHIO GENTILE PRESIDENTE ASILO BUON PASTORE DI SCANNO